The new Roman headquarters of Fortebis occupies an entire floor of a historic building on Viale Giulio Cesare and was conceived in pursuit of an idea of housing redevelopment based on circulation, together with a particular attention to introjecting the possible views of the eternal city. These logics of planimetric organisation have been combined with a metamorphic attitude, which seems fundamental to the designers, in order to inform the composition with the study of basic colours referable to the beneficial effects of chromotherapy. Therefore, each area of the entire intervention has been imagined as a theoretical envelope in which pink, green, blue, yellow and their possible gradations alternate. The result is a dry, measured and linear space dominated by beautiful diffused natural light. An interior that can be defined as virtual due to its propensity for conceptual dematerialisation, because in the concretions of hues and textures - belonging to the opaque, translucent and reflective surfaces that compose it - it almost seems to refer to the orogenesis of an 8-bit world. A place where from one moment to the next a player, moustachioed like Super Mario, can scamper about discovering new impalpable pictures, by the simple action of crossing wall thresholds or descending into glittering green tubes.

La nuova sede romana di Fortebis occupa un intero piano di un edificio storico a Viale Giulio Cesare ed è stata concepita inseguendo un’idea di riqualificazione abitativa fondata sulla circolazione, insieme con una particolare attenzione a introiettare le possibili viste sulla città eterna. Tali logiche di organizzazione planimetrica sono state coniugate con una attitudine metamorfica, che appare fondamentale per i progettisti, allo scopo di informare la composizione con lo studio dei colori basilari riferibili agli effetti benefici della cromoterapia. Perciò, ciascuna area dell’intero intervento è stata immaginata come un involucro teorico in cui alternare il rosa, il verde, l'azzurro, il giallo e le loro possibili gradazioni. L’esito è quello di uno spazio asciutto, misurato e lineare, dominato da una bellissima luce naturale diffusa. Un interno che può essere definito virtuale per la sua propensione alla smaterializzazione concettuale, perché nelle concrezioni di tinte e texture - appartenenti alle superfici opache, traslucide e riflettenti che lo compongono - sembra quasi rimandare all’orogenesi di un mondo a 8 bit. Un luogo dove da un momento all’altro un player, baffuto come Super Mario, può scorrazzare scoprendo nuovi impalpabili quadri, mediante la semplice azione del varcare soglie murarie o calarsi all’interno di scintillanti tubi verdi.

A virtual interior / Arcopinto, Luigi. - In: PLATFORM ARCHITECTURE AND DESIGN. - ISSN 2420-9090. - Anno IX:4(2023), pp. 56-62.

A virtual interior

Arcopinto, Luigi
2023

Abstract

The new Roman headquarters of Fortebis occupies an entire floor of a historic building on Viale Giulio Cesare and was conceived in pursuit of an idea of housing redevelopment based on circulation, together with a particular attention to introjecting the possible views of the eternal city. These logics of planimetric organisation have been combined with a metamorphic attitude, which seems fundamental to the designers, in order to inform the composition with the study of basic colours referable to the beneficial effects of chromotherapy. Therefore, each area of the entire intervention has been imagined as a theoretical envelope in which pink, green, blue, yellow and their possible gradations alternate. The result is a dry, measured and linear space dominated by beautiful diffused natural light. An interior that can be defined as virtual due to its propensity for conceptual dematerialisation, because in the concretions of hues and textures - belonging to the opaque, translucent and reflective surfaces that compose it - it almost seems to refer to the orogenesis of an 8-bit world. A place where from one moment to the next a player, moustachioed like Super Mario, can scamper about discovering new impalpable pictures, by the simple action of crossing wall thresholds or descending into glittering green tubes.
2023
La nuova sede romana di Fortebis occupa un intero piano di un edificio storico a Viale Giulio Cesare ed è stata concepita inseguendo un’idea di riqualificazione abitativa fondata sulla circolazione, insieme con una particolare attenzione a introiettare le possibili viste sulla città eterna. Tali logiche di organizzazione planimetrica sono state coniugate con una attitudine metamorfica, che appare fondamentale per i progettisti, allo scopo di informare la composizione con lo studio dei colori basilari riferibili agli effetti benefici della cromoterapia. Perciò, ciascuna area dell’intero intervento è stata immaginata come un involucro teorico in cui alternare il rosa, il verde, l'azzurro, il giallo e le loro possibili gradazioni. L’esito è quello di uno spazio asciutto, misurato e lineare, dominato da una bellissima luce naturale diffusa. Un interno che può essere definito virtuale per la sua propensione alla smaterializzazione concettuale, perché nelle concrezioni di tinte e texture - appartenenti alle superfici opache, traslucide e riflettenti che lo compongono - sembra quasi rimandare all’orogenesi di un mondo a 8 bit. Un luogo dove da un momento all’altro un player, baffuto come Super Mario, può scorrazzare scoprendo nuovi impalpabili quadri, mediante la semplice azione del varcare soglie murarie o calarsi all’interno di scintillanti tubi verdi.
fortebis; Roma; ristrutturazione; virtuale
01 Pubblicazione su rivista::01a Articolo in rivista
A virtual interior / Arcopinto, Luigi. - In: PLATFORM ARCHITECTURE AND DESIGN. - ISSN 2420-9090. - Anno IX:4(2023), pp. 56-62.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/11573/1676073
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